"Figlio dell’inventore Dedalo, architetto del celebre labirinto per il Minotauro nell’isola di Creta, venne rinchiuso con suo padre nel labirinto. Da qui nacque l’idea di costruire le ali per fuggire. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si avvicinò al sole, il cui calore fuse la cera, facendolo cadere in mare."
Il Dedalo che attacca le ali a Icaro è un celebre gruppo scultoreo realizzato da Innocenzo Fraccaroli. Ideato durante gli anni della formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia (1824-1829), il modello in gesso fu presentato al prestigioso concorso di Brera del 1829, ottenendo il primo premio. Questo riconoscimento segnò una svolta decisiva nella carriera di Fraccaroli: il premio milanese gli offrì la possibilità di perfezionare i suoi studi a Roma dal 1830 al 1835, in una città allora consacrata a centro internazionale della cultura e meta privilegiata di artisti provenienti da tutta Europa.
Lo scultore riprende, dall’episodio mitologico narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, il momento in cui Dedalo fissa le ali piumate al figlio Icaro per tentare la fuga dal labirinto di Minosse, sull’isola di Creta, attraverso il cielo, non potendo farlo via mare. La vicenda di Dedalo e Icaro affronta simbolicamente il tema, mai del tutto superato, del volo umano: un’aspirazione che ha affascinato scienziati e inventori fin dai tempi di Leonardo da Vinci.
Tra le diverse repliche conosciute di quest’opera, una è conservata presso il Castello di Miramare: realizzata in marmo nel 1854 ed esposta a Parigi l’anno successivo, fu acquistata tre anni più tardi dall’arciduca d’Austria Massimiliano d’Asburgo per la propria residenza.