Collocazione: Galleria d’Arte Moderna Achille Forti (Verona)
Datazione: 1842
Materiale: marmo
Iscrizioni: IN.ZO FRACCAROLI (sulla tazza)
Collocazione: Galleria d’Arte Moderna (Milano)
L’Achille feritoè considerato il capolavoro di Innocenzo Fraccaroli. Il modello in gesso è già approntato nel 1832 durante il suo soggiorno romano (1830-1835) senza alcun committente, ma solo come dimostrazione della capacità e della padronanza nell’interpretazione del genere nudo virile eroico, al pari di maestri come Antonio Canova (1757-1822) e Bertel Thorvaldsen (1770-1844).
Nel 1842, dopo dieci anni, l’Achille ferito viene tradotto in marmo grazie al finanziamento dello zio materno dello scultore per essere presentato all’Esposizione di Brera, generando ammirazione e apprezzamenti. La scultura, di dimensioni monumentali, è dedicata all’eroe della mitologia greca e protagonista dell’Iliade che morì per mano di Paride perché colpito nell’unico suo punto debole: il tallone.
L’opera cattura un momento di estrema vulnerabilità di Achille: l’eroe greco, ritenuto invincibile, è colto nell’attimo in cui è ferito a morte, quando comprende la propria debolezza e fragilità. Fraccaroli all’eroismo fa prevalere in Achille la dolorosa accettazione della propria fine. Da notare il perfetto equilibrio dei contrappesi: gamba e braccio destri piegati, stesa la gamba sinistra con volto, tronco e braccio inclinati dallo stesso lato. Anche questo lavoro di Fraccaroli risponde ai canoni di bellezza ideale, già ricercati da Canova, il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura.